Non solo le scuole, non solo i bambini, ma anche i giovani studenti sono oggi al centro del dibattito del governo sulla disposizione di nuovi finanziamenti. All’alba delle nuove riaperture, il Decreto economico prevede lo stanziamento di un miliardo e 400 milioni di euro e l’aumento dei posti per i ricercatori a 5.600, circa 4.000 in più rispetto a quelli già stabiliti dal precedente Decreto Milleproroghe che era stato varato lo scorso 3 marzo. Nelle scorse settimane abbiamo visto come le università avessero chiesto maggiori interventi da parte del governo, ma anche come i ragazzi abbiano reagito bene alle disposizioni imposte durante la quarantena.

Ma andiamo ora nel dettaglio delle nuove linee governative definite nel DL Rilancio.

Il Ministro Gaetano Manfredi, al termine dell’incontro ha dichiarato, «Il presidente Conte ha mostrato una sensibilità unica verso il mondo dell’Università e della Ricerca […] il governo sta lavorando per inserire nel decreto una cifra pari a un miliardo e 400 milioni di euro. Le risorse utili per ridurre le tasse e aumentare le borse di studio per gli studenti». Il dettaglio di queste prime dichiarazioni è stato definito soprattutto dall’aumento del Fondo di finanziamento universitario che sale a 170 milioni per l’anno in corso, con una crescita del 16,3% rispetto alla precedente cifra. Questa disposizione permetterà di incrementare le risorse disponibili in ciascun ateneo e di aumentare il numero di iscritti che hanno accesso a una borsa di studio.

Su quest’ultimo fronte, infatti, si muove la seconda disposizione del DL Rilancio: l’aumento delle borse di studio. La prima linea d’intervento riguarda lo stanziamento di 40 milioni per gli studenti meritevoli e privi di mezzi, ma anche la possibilità di ridistribuire questi fondi per i ragazzi che, a seguito dell’epidemia, hanno un Isee più basso. Sullo stesso livello troviamo anche la proroga delle borse di studio per i dottorandi iscritti all’ultimo anno e fuori corso di soli due mesi e quelle per gli assegni di ricerca presenti al 9 marzo. L’assegnazione delle nuove borse di studio è stata spostata al 20 novembre.

Diversa è invece la situazione specifica delle borse di studio per gli specializzandi di Medicina e Chirurgia per i quali erano già stati previsti, dai finanziamenti stanziati dal ministero della Sanità e dal dicastero dell’Università, 95 milioni per l’anno 2020-2021 e 98,8 milioni per i restanti 2022, 2023 e 2024. Inoltre, gli esami di abilitazione bloccati da questa situazione verranno revisionati e riformulati con l’eliminazione di una prova.

Una terza linea d’intervento riguarda la disposizione di 70 milioni per l’Alta formazione artistica e musicale e i nuovi posti riservati ai ricercatori. L’AFAM avrà a disposizione nuovi fondi per consentire l’accesso ai dati e alle piattaforme per la ricerca e la didattica a distanza e potrà, in via del tutto eccezionale, negoziare gli appalti senza pubblicazione del bando. Nel frattempo, il numero dei posti destinati ai ricercatori è aumentato a 5.600 e sono stati previsti 16mila posti in più per il concorso ordinario e straordinario dei docenti della scuola pubblica, per un totale di 78mila posti di cui 8mila in più per il concorso ordinario e 8mila in più per il concorso straordinario.

In conclusione, il nuovo DL Rilancio prevede una complessiva crescita dell’Università e una maggiore attenzione alle sue necessità, sia dal punto di vista degli studenti che la frequentano sia da parte di coloro che lavorano nell’amministrazione. Per riprendere le parole del Ministro Gualtieri con il quale abbiamo aperto questo argomento, tutto questo «rappresenta una grande opportunità per i nostri talenti, in Italia e all’estero, pronti a dare un contributo alla ripartenza del Paese».