Secondo i principali dati statistici, nei prossimi anni è previsto un aumento generale della richiesta di personale specializzato e istruito, soprattutto nei campi legati alle nuove tecnologie. Per questo, l’Unione Europea ha stilato una classifica relativa alla formazione e all’istruzione terziaria presente negli Stati membri nel 2015.

Prima di prendere in considerazione tutti i dati, è importante fare una premessa: l’istruzione terziaria in tutti i Paesi membri è divisa in tre livelli – Laurea Magistrale, Master e Dottorato di Ricerca – e solo alcuni Stati, tra cui l’Italia, hanno aggiunto un “livello 0”, l’istruzione terziaria a ciclo breve. Questa prima laurea, nata per favorire anticipatamente l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro, non è presente in Bulgaria, Estonia, Finlandia, Grecia, Lituania, Liechtenstein, Romania ed è a bassa frequentazione in Croazia, Germania, Polonia, Portogallo e Repubblica Ceca.

In buona sostanza, i dati statistici pubblicati dall’Unione Europea hanno dimostrato che alla plausibile domanda è corrisposta un’adeguata offerta: infatti, nel 2015, 19,5 milioni di studenti si sono iscritti all’università. Nei Paesi in cui è presente, il 7,2% degli studenti si è iscritto ai corsi di laurea a ciclo breve, mentre il 61,4% seguiva corsi di laurea magistrale.

 

Partecipazione generale: Italia al quinto posto dell’istruzione terziaria

Sulla base dei dati raccolti, il Paese con il maggior numero d’iscritti è stato la Germania che ha contato, da sola, il 15,2% degli iscritti totali, mentre l’Italia si è stanziata al quinto posto, subito dopo la Spagna, con il 9,4% degli studenti presenti all’università. Per quanto riguarda l’affluenza degli studenti ai corsi di laurea breve, il primato è stato mantenuto dalla Francia, dove circa il 20,4% aveva scelto di frequentare questa tipologia di percorso, scendendo drasticamente negli anni successivi.

Questo fenomeno si è registrato anche in altri Paesi: infatti, nel 2015, in Belgio, Lettonia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Irlanda meno di un quinto degli studenti ha proseguito gli studi verso il secondo e il terzo livello di istruzione.

Il Paese che ha ottenuto il primato per specializzazioni è stato il Liechtenstein con il  15,2 % degli studenti iscritti nei dottorati di ricerca, mentre Malta ha ottenuto l’ultimo posto contando lo 0,9% delle iscrizioni totali.

 

Genere e campi: donne e giornalismo sul podio dell’istruzione

 

Uno dei dati più interessanti rilevati dalla statistica è che, nel 2015, le donne rappresentavano più della metà delle studentesse presente nei cicli di istruzione terziaria. Ad eccezione di Germania, Grecia, Svizzera, Turchia e  Liechtenstein, infatti, le donne sono state la maggioranza nei corsi di laurea dei Paesi membri. Se, in considerazione totale, era presente il 54,1% delle donne in tutti i livelli di istruzione, il 57,1% ha riempito le aule del livello secondario, mentre poche di loro hanno proseguito verso il terzo livello, ambiente dove la quota maschile ha superato quella femminile.

Economia, giornalismo e giurisprudenza: erano questi i campi di studio più gettonati. Questi, parimerito con gli studi di Scienze sociali, Scienze dell’informazione e Amministrazione, hanno raccolto il 32,2% degli studenti. Anche in questi casi, la quota femminile era la più alta presente in aula, una componente che va in calo se si prende in considerazione la seconda area in pole position che include Ingegneria, Produzione Industriale e Costruzione, dove il 15,8% degli studenti che erano prevalentemente di sesso maschile.

Il terzo settore molto gettonato è stato quello legato alle professioni mediche, dove le donne la facevano da padrone raggiungendo il 71,9% degli studenti totali iscritti ai corsi.

 

Le sedi Campus X: realtà universitarie diversificate ed eterogenee

A dispetto del quadro europeo che ha visto al primo posto le donne nelle facoltà umanistiche, nelle sedi di CampusX di Bari, Chieti e Roma si è verificata una situazione completamente diversa.

In primis, la componente maschile ha superato di gran lunga quella femminile. Infatti, su un totale di 2.208 studenti, i maschi del CampusX sono 1.264, quindi circa il 57% della totalità dei residenti. Inoltre, le facoltà che sono andate per la maggiore sono quelle di natura medico – scientifica (Medicina e Ingegneria), seguite dalle facoltà di Economia.

 

Le sedi Campus X: realtà universitarie diversificate ed eterogenee

A dispetto del quadro europeo che ha visto al primo posto le donne nelle facoltà umanistiche, nelle sedi di CampusX di Bari, Chieti e Roma si è verificata una situazione completamente diversa.

In primis, la componente maschile ha superato di gran lunga quella femminile. Infatti, su un totale di 2.208 studenti, i maschi del CampusX sono 1.264, quindi circa il 57% della totalità dei residenti. Inoltre, le facoltà che sono andate per la maggiore sono quelle di natura medico – scientifica (Medicina e Ingegneria), seguite dalle facoltà di Economia.