Innovazione automobilistica, tecnologica e progettuale: questo è, a grandi linee, lo schema atto a favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile in Italia e in Europa.

Secondo il Business Council for Sustainable Development, la mobilità sostenibile è sinonimo di libertà e amore per l’ambiente, grazie alla possibilità di incrementare gli spostamenti senza perdere d’occhio l’aspetto umano della salvaguardia del Pianeta.

Questo pensiero è stato inglobato completamente negli atenei romani che, nel maggio 2019, hanno siglato una convenzione con la Sarengo, il primo operatore di car sharing elettrico del Bel Paese.

Sulla base di questo accordo gli studenti e i docenti dell’Ateneo Roma Tre potranno noleggiare, a prezzo ridotto, un’auto ecologica messa a disposizione dall’azienda.

Inquinamento automobilistico: il 92% della popolazione vive nello smog

Per comprendere l’importanza di questa opportunità, basta prendere in considerazione le stime dell’OMS sull’attuale condizione ambientale. Negli ultimi anni, il settore dei trasporti ha consumato un quinto dell’energia primaria mondiale, rendendo la qualità dell’aria altamente inquinata: il 92% della popolazione mondiale, infatti, vive in luoghi carichi di smog. In Italia, in particolare, le polveri sottili con Pm 2,5 – quelle potenzialmente più letali – si concentrano nella parte settentrionale della penisola, con una media annua che varia tra i 26 e i 35 microgrammi.

Spostamenti ecologici: i vantaggi di questo nuovo contratto

Sulla base di queste considerazioni, la stipula del contratto tra Roma Tre e Sarengo, avvenuta in occasione della conferenza “Elettrico è meglio” nell’ambito del Festival della Sostenibilità organizzato dall’ ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e dalla RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile), apre la strada a un discorso più ampio sugli spostamenti ecologici nella Capitale e, più in generale, in Italia. La sinergia tra l’ambito pubblico universitario e l’ambiente privato, infatti, può essere il primo passo per espandere questo pensiero oltre le organizzazioni, coinvolgendo in primis i giovani.

Quindi, come diminuire le polveri sottili, il biossido di azoto e il buco dell’ozono?

Istruendo i giovani sulle nuove tecnologie disponibili, convincendo i governi a investire sempre di più nei mezzi ibridi ed elettrici e avvicinando anche le fasce d’età più alte.

Questo pensiero, unitariamente a quello della Smart City è in grado di cambiare completamente le abitudini dei cittadini: a partire dalla sperimentazione dei nuovi mezzi motorizzati, infatti, tutti potranno comprendere le opportunità che offre la mobilità sostenibile, avvicinandosi a stili di vita sempre più sani e salutari.