Cosa significa per un’azienda nascere in una piccola realtà, crescere ed espandersi oltre i confini del suo Paese, raggiungendo un pubblico mondiale?
Questo è quello che è accaduto alle Scaleup, le realtà che stanno cavalcando l’onda del successo e che sono riuscite a espandersi all’Estero, non solo in termini di dimensioni, ma soprattutto di fatturato.
Queste imprese si sono fatte notare e, grazie anche alle partnership stipulate con grandi aziende del settore, possono oggi mostrare i loro prodotti a tutto il mondo.

Facciamo un passo indietro: cosa sono le Scaleup? Con questo termine si intendono startup fast growing, ossia realtà che a cinque anni dalla loro vita hanno raggiunto almeno dieci milioni di dollari di fatturato. La prima differenza con una Startup tradizionale è proprio qui.
Secondo SEP (Startup Europe Partnership), infatti, mentre le startup, seppur innovative e scalabili, in tre anni hanno una spesa e un fatturato che si aggira intorno ai cinque milioni di dollari e si autofinanziano, le Scaleup superano rapidamente la prima fase di spesa, raccolgono validazioni di mercato e in poco tempo sono in grado di delineare il proprio modello di business e di portarlo alla realizzazione con standard molto elevati.

Quindi, le Scaleup, come le Startup, sono scalabili dal punto di vista economico e sono replicabili ma, a differenza delle seconde, sono riuscite meglio nella loro impresa.
Ma chi sono e dove sono?
Sempre secondo il SEP, in Europa ci sono 5.596 realtà con queste caratteristiche, mentre sembra che nel mondo sia la Silicon Valley il bacino più ricco di queste imprese: le Scaleup in questa zona, fino al 2017, hanno raccolto 657,5 miliardi di dollari, circa tre volte in più delle stesse imprese presenti in Europa.

Nonostante questo, secondo la classifica di Tech Tour Growth, tra le principali cinquanta Scaleup spiccano quelle europee. Ai primi tre posti, infatti, troviamo Actillity, impresa francese operante nel settore informatico, Advanced Manufacturing Control Systems che, dall’Irlanda, opera nel settore dello smaltimento e del riciclo e l’azienda inglese che facilita l’archiviazione e l’accessibilità dei dati e dei documenti.

E l’Italia? Il Bel Paese su questo fronte è molto indietro. Sempre secondo il monitoraggio del SEP, l’Italia è all’undicesimo posto nella classifica europea, con solo 135 Scaleup che hanno raccolto 970 milioni. Tra queste realtà troviamo sicuramente: Moneyfarm, l’azienda che fornisce un servizio di consulenza accessibile a tutti; MotorK che si occupa della vendita e del marketing B2B di automobili; Enerbrain che monitora la qualità dell’aria degli ambienti chiusi, controllando le emissioni e, eventualmente, intervenendo sui sistemi di riscaldamento e ventilazione; BrumBrum, l’e-commerce di auto usate, a km 0 o con il noleggio a lungo termine e, infine, Talent Garden che si occupa della crescita di imprenditori e aziende attraverso il coworking e la formazione.