Sono stati circa 196mila, secondo AlmaLaurea, gli studenti di prima generazione che hanno conseguito una laurea presso le università italiane nel 2018. Con questo termine si identificano due tipologie di studenti, sia quelli immigrati con genitori residenti in Paesi stranieri, sia quelli che per primi, in famiglia, si sono avvicinati al mondo universitario: questi laureandi hanno rappresentato circa il 70,1% del totale degli studenti universitari nel mondo.
La costante crescita di questa percentuale di ragazzi, tuttavia, è stata seguita anche da un forte abbandono degli stessi prima del conseguimento del diploma di laurea: secondo una ricerca del Washington Post, infatti, circa il 69% di questi studenti ha espresso il desiderio di abbandonare gli studi prima della laurea, spinti dalla volontà di lavorare per aiutare la famiglia.

PER PRIMI ALL’UNIVERSITÀ: DIFFICOLTÀ E SENSAZIONI

Secondo l’Institute for Quality of Life, Sodexo, nel 2020 il numero degli studenti di prima generazione aumenterà considerevolmente, per questo è necessario mettere in atto, già dai campus, delle azioni in grado di aiutarli nel proseguimento degli studi.
Se da un lato, infatti, l’87% si è dichiarato riconoscente nei confronti dell’università e si è dimostrato intraprendente e motivato a proseguire gli studi, dall’altro lato la mancanza di servizi universitari e l’assenza di percorsi dedicati all’integrazione e all’agevolazione del loro ingresso in questo nuovo mondo ha minato il successo di questa loro volontà, favorendo lo sviluppo di altre strade.

Secondo gli esperti delle principali università statunitensi, infatti, sono proprio queste mancanze a creare un disagio negli studenti di prima generazione.
A differenza dei loro colleghi con genitori laureati, questi ultimi necessitano di un’attenzione e di un sostegno mirato che li faccia sentire parte della vita universitaria e meritevoli di frequentarla. Le condizioni economiche, sociali e, nei casi degli studenti immigrati, le limitazioni linguistiche possono provocare un aumento di queste situazioni di disagio, favorendo l’abbandono degli studi.

PRIME GENERAZIONI: AIUTI CONCRETI ALLA CRESCITA UNIVERSITARIA

Offerte nel campo della ristorazione, attività di networking e presenza di residence forniti di tutte le necessità: sono questi, secondo gli esperti, i principali mezzi di supporto agli studenti di prima generazione.
Strutture come CampusX, infatti, si sono dimostrate le migliori all’accoglienza di questa tipologia di studenti che, trovandosi in un ambiente fornito di tutti i comfort e di tutte le necessità, sentono meno il peso dei costi e degli obblighi di una vita universitaria da fuori sede.
Il miglioramento delle condizioni di questi studenti che rappresentano, come si è visto, oltre la metà dei frequentanti universitari, è in grado di migliorare l’intero circuito accademico.
Per questo, una delle principali mission degli ambienti universitari e di residence, come CampusX, deve essere quella di aiutarli al meglio, dedicando a loro i maggiori servizi per affrontare un percorso nuovo e difficile.