WhatsApp per gli amici più cari, Zoom per le rimpatriate e Microsoft Teams per gli incontri di studio o lavoro: gli ultimi due mesi di quarantena forzata sono stati segnati dalla rinascita delle app dedicate alle videochiamate. Questo trend ha preso d’assalto non solo i canali tradizionalmente legati a questa attività, come Skype e Hangouts Meet, ma anche nuove applicazioni che sono cresciute su questa onda. Un esempio? Messanger Rooms e WhatsApp che, negli ultimi tempi, ha raddoppiato il pubblico presente in una sola videochiamata.

Negli ultimi cinquanta giorni il mondo della comunicazione è cambiato: l’online è l’unico ambiente che consente di tener vive le relazioni e la comunicazione, lavorativa e non, è diventata essenziale per restare tutti connessi. Secondo App Annie, la principale piattaforma di analisi delle applicazioni in circolazione, le “business app” dedicate alla videocomunicazione hanno subito una crescita del 45% nelle prime settimane di quarantena, con particolare attenzione su quelle che offrivano un numero maggiore di partecipanti.

Zoom, ad esempio, che permette 100 utenti per una conversazione di 40 minuti nella sua versione free è stata scaricata cinquantacinque volte in più in Italia, rispetto al precedente trimestre, solo nella prima settimana di quarantena. Al suo seguito si sono adeguati Hangouts Meet, che è diventato gratuito per il periodo considerato, e Microsoft che si è riappropriato della sua fetta di pubblico business con un abbonamento gratuito di 6 mesi a Office 365 E1 e Teams.
Quest’ultimo sistema, in particolare, è il più richiesto sul fronte lavorativo perché permette l’inserimento di 5.000 persone in un solo team.

Ma non solo business, non solo lavoro. Negli ultimi mesi è cambiato completamente il mondo delle videochiamate anche sul fronte social. Qualche settimana fa avevamo visto come Instagram si fosse adattato subito ai cambiamenti del periodo, sfruttando i suoi direct per ridurre lo spazio virtuale tra le persone. Oggi vogliamo concentrarci su altre piattaforme che stanno facendo parlare di loro.

Gli altri due canali di proprietà di Mark Zuckerberg, come le precedenti app già considerate, hanno registrato un’impennata sul fronte delle conversazioni di gruppo e anche delle videochiamate: per questo, si sono subito adeguati con l’aumento da quattro a otto partecipanti nelle videochiamate di WhatsApp, compreso se stessi, e con la creazione delle Messanger Rooms su Facebook.

Cinquanta persone e una sola “stanza”: questa è la principale innovazione del canale che entra in competizione anche con le piattaforme business. Le Messanger Rooms, infatti, non ha non limiti di tempo e i partecipanti non necessitano dell’iscrizione a Facebook; inoltre, basta aprirne una e condividerla su una bacheca, un gruppo, un evento o una chat di WhatsApp per poter invitare chiunque. All’interno della stanza sono subito disponibili quattordici nuovi filtri ed effetti di Realtà Aumentata per creare l’illusione di una illuminazione ambientale, festeggiare compleanni o addirittura simulare un campeggio.

Questa new entry di Facebook ha fatto parlare di sé in pochissimo tempo e, per questo, si vocifera già una sua replica su WhatsApp e Instagram. La priorità è sempre la privacy, conferma il canale che assicura, in ogni situazione, l’assoluta privatezza delle informazioni all’interno di una stanza, nonché la possibilità di segnalare incontri che violano le normative della pagina e/o di rimuovere i membri dalla chat. Sempre più vicini, anche se distanti, e nel rispetto di tutte le normative, anche quelle online.